L’abc del nostro cane!

Glossario del caneInizia un nuovo capitolo di Professor Bau! Impariamo a conoscere il nostro cane spiegando il significato di una serie di parole che riguardano lui, il suo comportamento e la sua vita con noi!
Il cane vive in un mondo in cui la parola conta meno di odori, gesti, sguardo, postura, ecc. ma non per questo possiamo dire che al cane “manca solo la parola”, al contrario usa una comunicazione molto varia e articolata ma differente dalla nostra. Proprio per ridurre questa distanza ed evitare incomprensioni, vi propongo, prendendo spunto anche dal bellissimo Dizionario Bilingue cane\italiano di Roberto Marchesini, un glossario di parole che per il nostro cane hanno un significato diverso da quello che noi gli attribuiamo.
Buon inizio!
A
A COME ANNUSARE!
Per noi la conoscenza del mondo passa soprattutto attraverso la vista, ma per il cane è lo stesso?
Il nostro cane impara a conoscere il mondo e i suoi abitanti attraverso gli odori che percepisce. Spesso mi capita di parlare con persone che si lamentano del fatto che il proprio cane si fermi tantissimo ad annusare qualsiasi cosa durante la passeggiata, ma in questo modo il cane sta raccogliendo informazioni lasciate da altri cani, il cane è un animale sociale e come tale ha bisogno di “leggere” le tracce lasciate dagli altri cani, comprese proprio quelle che per noi sono le più disgustose! Proprio per questo per il cane “annusare” è un operazione di grande importanza e se vogliamo che il nostro cane viva sereno e equilibrato è fondamentale che abbia la possibilità di uscire più volte al giorno, scoprire nuovi odori, frequentare posti diversi e soprattutto fare tutto questo con i propri tempi! La passeggiata del cane, a differenza della nostra, è una passeggiata olfattiva, per lui uscire di corsa per dieci minuti al giorno e fare il giro dell’isolato sotto casa non è sufficiente perché in questo modo non potrà esercitare la sua natura sociale ed esplorativa. Il fatto che per il cane l’olfatto abbia un valore così elevato vuole anche dire che, a volte, quando si rifiuta di passare in un determinato punto forse è per la presenza di un odore sgradevole o per lui preoccupante, dobbiamo quindi fermarci e chiederci se è davvero così importante passare di lì oppure se possiamo aiutare e comprendere il nostro cane passando qualche metro più in là. L’olfatto è il modo in cui il cane legge e interpreta il mondo!
Spesso durante i percorsi educativi o riabilitativi vengono proposte attività legate all’utilizzo dell’olfatto, questo perché sono esperienze che aiutano il cane ad aumentare la propria concentrazione e a trovare più facilmente la calma, aumentano le doti esplorative e suscitano emozioni positive!
B
B COME BRAVO!
Un segnale che troppo spesso sottovalutiamo come premio da dare al nostro cane, se usato con un tono allegro e convinto equivale a far capire al nostro cane quanto siamo orgogliosi di lui in quel momento. Rispetto all’utilizzo del cibo, che ha comunque un valore importante, il “bravo!” indica un consenso da parte del proprietario e lo fa sentire una parte fondamentale e apprezzata del gruppo sociale in cui vive. Gratificare da questo punto di vista il nostro cane ci permette di gettare le basi per una valida relazione con lui e aiutarlo nel costruire una buona autostima, pensiamo a quanto per noi da piccoli era importante sentirsi lodati dai nostri genitori dopo aver preso un bel voto a scuola o aver partecipato a qualche gara. Superare le difficoltà fa parte della vita nostra e dei nostri cani e il “pensare di potercela fare” dipende dall’autostima costruita nel tempo e dalla fiducia degli altri e di noi stessi nelle nostre capacità!
Da poco ho conosciuto un cucciolo molto bravo ma timoroso quando si tratta di affrontare situazioni nuove (andare in un parco diverso, conoscere nuovi cani, incontrare persone fuori dai contesti famigliari, ecc.), con la sua proprietaria stiamo lavorando insieme sul costruire nuove esperienze graduali che il cane riesca a superare con il suo sostegno e gratificazione verbale, in questo modo il cucciolo acquisirà nuove abilità e con i propri tempi capirà di potercela fare!
C
C COME CALMA
L’educazione alla calma è uno dei passaggi fondamentali per ogni cane, cucciolo o adulto. Questo è un concetto non sempre facile da comprendere appieno per noi. Provate a pensare a come saremmo se nessuno ci avesse insegnato che per ottenere qualcosa che vogliamo non bisogna urlare, saltare sui mobili, spingere le persone, picchiare, ecc. Così come da bambini i nostri genitori e le persone che si occupano di noi ci danno questi insegnamenti dobbiamo farlo anche noi con il nostro cane. Molto spesso la nostra interazione con il cane è legata al movimento (giocare, scherzare, uscire in passeggiata, usare un tono di voce alto, ecc.), ma questo fa sì che il cane pensi che le modalità eccitatorie siano il modo corretto per interfacciarsi con il resto del mondo, proprio per questo motivo abbiamo spesso cani che saltano addosso o mordicchiano i vestiti oppure abbaiano per richiederci qualcosa. L’educazione alla calma previene o aiuta a risolvere tutti questi comportamenti. Fin da subito è quindi opportuno abituare il cane a essere premiato nei momenti di tranquillità (quando dorme sulla cuccia o copertina), dargli da mangiare o farlo giocare solamente se non è insistente, ignorare o evitare i comportamenti troppo cinetici e creare condizioni ambientali che permettano al cane di vivere in un contesto non eccessivamente stimolante.
Se il nostro cane imparerà con pochi semplici esercizi e qualche accortezza il concetto di calma, riuscirà ad applicarla in tantissime situazioni della sua vita quotidiana, anche al di fuori del proprio ambiente domestico.

Inserire un veterinario esperto di comportamento in ogni struttura veterinaria?

Linee guida veterinarieAvete sentito la novità?!

La American Animal Hospital Association (AAHA) ha prodotto le “Canine and Feline Behavior Management Guidelines”, una serie di informazioni che fanno da linee guida per tutte le strutture veterinarie con l’obiettivo di garantire a tutti i pazienti, sia cani che gatti, la garanzia del rispetto delle principali esigenze comportamentali! 

Nella attuale pratica veterinaria è essenziale possedere alcune conoscenze di medicina comportamentale. Cani e gatti sono affetti sempre più spesso da problemi comportamentali che ne condizionano il benessere.

Le linee guida consigliano un approccio di squadra completo per inserire la gestione comportamentale di base nella cura quotidiana dei pazienti canini e felini consigliando di:

  • Svolgere valutazioni comportamentali
  • Creare un ambiente che non induca paura e stress nel paziente e nei proprietari
  • Creare un rapporto di collaborazione e fiducia con i proprietarie e i pazienti.

Tutto questo consentirebbe allo staff veterinario di riconoscere i più comuni problemi comportamentali e intervenire in una fase precoce, in altre parole sarebbe possibile prevenire l’evoluzione di molte delle problematiche.

Ci auguriamo che anche qui da noi molto presto la gestione del comportamento diventi una competenza di base in qualsiasi moderna struttura veterinaria.

Incrociamo le dita!